Le tanto attese riduzioni sui costi per luce e gas previste da ARERA nei mesi scorsi non sembrano essersi tradotte in un effettivo risparmio in bolletta. Ma perché? Le spese per oneri di sistema e le altre voci in fattura quanto incidono sul costo finale?

Quando ci si trova di fronte una bolletta, spesso risulta difficile riuscire a capire appieno le voci riportate e in che modo sia possibile, per il consumatore medio, agire attivamente per risparmiare sulle forniture di gas e luce a livello di budget annuale.

Comprendere meglio com’è strutturata una bolletta è anche il modo più semplice per orientarsi fra le tante offerte del mercato libero e scegliere quella più adatta a noi e al nostro stile di vita.

 

 

Cosa sono e a cosa servono gli oneri di sistema

Sebbene la voce Oneri di Sistema sia comparsa sulle bollette solo dal 2016, si tratta in realtà della nuova denominazione con cui si è deciso di accorpare le diciture Servizi di Rete e Trasporto e gestione del contatore, da sempre presenti nel dettaglio delle nostre fatture.

Le spese relativa agli oneri di sistema è stabilita dall’ARERA (Autorità Energia Elettrica e Gas), ed è identica per ogni fornitore di energia elettrica e gas, a prescindere dal tipo di contratto sottoscritto.

Si tratta di costi destinati a specifici obiettivi collettivi, come il bonus sociale per i nuclei familiari maggiormente in difficoltà, la messa in sicurezza della produzione da nucleare e gli incentivi per le fonti rinnovabili.

Non riguardano invece, come spesso è facile leggere online, la ridistribuzione tra i clienti ‘virtuosi’ degli importi non corrisposti da parte degli utenti morosi.
Semplicemente  non esiste alcun sistema che consenta di ripartire le fatture non pagate su quelle degli altri.

 

 

Le riforme delle tariffe e gli oneri diversi dalla fornitura nel dettaglio

Per quanto riguarda l’energia elettrica, a gennaio 2017, a seguito della riforma in attuazione del Decreto legislativo n.102/2014, è stata introdotta in Italia la nuova tariffa energetica TD, che va a sostituire le precedenti, per come le conoscevamo (D2 per residenti fino a 3kW, D3 per non residenti e residenti con più di 3 kW e la tariffa sperimentale D1 per le pompe di calore), con un’unica nuova tariffa indistinta per le utenze domestiche e variabile in base alla potenza impegnata.

Questo ha comportato però un aumento, in proporzione, degli oneri di sistema, sopratutto per i contratti per seconda casa.

La tariffa TD, eliminando la progressività in bolletta, a cui corrispondeva quindi un aumento delle spese in base ai consumi (a discapito delle famiglie numerose o di chi ha impianti energetici per il riscaldamento), ha però portato l‘aumento degli oneri generali di sistema, con la conseguenza di un marcato aumento delle spese per le utenze non residenti.

 

 

Inoltre, dal 1° gennaio 2018, ARERA ha ha semplificato la struttura tariffaria per i clienti non domestici.
Attualmente, gli oneri di sistema energia elettrica si compongono di due voci:

  • Asos

È la componente destinata alla copertura delle spese per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e da impianti di cogenerazione (incorpora le voci precedentemente incluse nella componente A3).

  • Arim

Questa seconda voce racchiude tutte le forme di finanziamento prima riconducibili alle componenti A2, A4, A5, AE, AS, UC4, UC7 ed MCT.

Tra di esse ci sono la messa in sicurezza del nucleare, le agevolazioni al sistema ferroviario e alle imprese ad alto fabbisogno di energia, il sostegno alla ricerca in campo energetico, ed il bonus elettrico destinato ai clienti domestici con reddito più basso.

Per quanto riguarda le utenze gas alla voce Spesa per oneri di sistema fanno riferimento una quota fissa (euro/anno) e una quota energia (euro/smc), che varia in base agli scaglioni di consumo.

Il prezzo complessivo comprende le componenti:

  • RE

    Quota relativa al risparmio energetico e lo sviluppo di fonti rinnovabili;

  • UG2

    Per la compensazione dei costi di commercializzazione;

  • UG3

    Quota destinata al recupero oneri di morosità per gli esercenti i servizi di ultima istanza;

  • GS

    E infine il bonus gas, pagata solo dai condomini con uso domestico.

 

 

Come sta cambiando il mondo delle utenze

Oggi, chi utilizza meno energia, paga un prezzo unitario minore di chi ne usa di più, spesso a discapito di chi utilizza fonti rinnovabili anche in ambito riscaldamento.

In un’intervista al Corriere della Sera, Simone Mori, presidente di Elettricità Futura (principale associazione del mondo elettrico italiano, Nata dall’integrazione tra Assoelettrica e assoRinnovabili) ha dichiarato:

“È necessario superare la tariffa progressiva anche per quanto riguarda gli oneri di sistema.
Il costo del kWh deve essere uguale per tutti, va superata la logica più consumi più paghi: un tempo aveva ragione di esistere ma non oggi, perché spesso le soluzioni tecnologiche più verdi portano a un uso maggiore di elettricità, ad esempio se si sostituiscono i vecchi impianti di riscaldamento a gas o a gasolio con le pompe di calore”.

Diventa quindi necessario essere sempre al corrente delle offerte più convenienti del mercato libero, che spesso preferisce abbinare alle proprie tariffe anche servizi aggiuntivi, come manutenzione impianti o sconti sulle tariffe green, per ovviare all’attuale sistema della ripartizione costi in bolletta.

 

 

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