Il colosso dello streaming ha deciso di aumentare il costo delle proprie tariffe: dal 20 giugno 2019 anche in Italia gli abbonamenti hanno subito un rincaro prezzi di Netflix tra 1 e 2€ a seconda del piano sottoscritto.

Già a gennaio di quest’anno gli USA hanno visto un’impennata dei costi Netflix compresa fra il 13 e il 18% del totale: dall’inizio del progetto negli Stati Uniti, 12 anni fa, si tratta del rialzo maggiore mai applicato dalla società.

Perché aumentano i prezzi di Netflix

La piattaforma Netflix è diventata un colosso internazionale in pochi anni, sbaragliando la concorrenza e delineandosi come la reale controparte delle Paytv di mezzo mondo.

Puntando inizialmente su costi bassi e differenziazione fra le tipologie di piani tariffari, la società di streaming statunitense ha aumentato in maniera esponenziale il numero degli abbonati, raggiungendo la cifra senza precedenti di 148 milioni di utenti connessi alla piattaforma.

Già nel 2017, dopo due anni dal lancio in Italia, Netflix aveva aumentato i costi dei propri pacchetti abbonamento. Questo secondo rincaro, più corposo in termini di cifre, viene giustificato come una variazione che riflette gli investimenti in nuovi programmi e film e per il miglioramento del servizio.

In effetti lo sforzo della società è tutto incentrato ad allargare ulteriormente la propria platea, per fronteggiare anche la comparsa sulla scena del videostreaming di nuovi, minacciosi concorrenti: Amazon Prime Video in primis, con il suo servizio incluso nell’abbonamento Prime perennemente in crescita; l’imminente lancio di Disney+ il 12 novembre negli USA, e poi nel 2020 nel resto del mondo.

Ci sono poi WarnerMedia (HBO) e NbcUniversal-Sky, storicamente presenti sul mercato video e con mezzi di produzione decisamente importanti, a contendersi una fetta di pubblico.

L’aumento, relativo, dei prezzi, è un chiaro segnale di prospettiva a lungo termine: per offrire di più, spendo maggiormente ma con cautela, cercando di rientrare negli investimenti tramite gli abbonati. Un do ut des equo, nell’ottica della società.

Gli investimenti in Italia a partire dal 2015 sono stati cospicui, e le produzioni locali si avvalgono di un piano da 200 milioni di euro da poco annunciato. I successi di Suburra e Baby hanno spinto Netflix Italia a credere in nuovi progetti che vedranno la luce nei prossimi anni, tra cui l’acquisizione dei diritti audiovisivi, per una serie drammatica, del romanzo Fedeltà di Marco Missiroli, candidato al Premio Strega.

Quali tipi di abbonamento Netflix esistono?

Netflix, fin dall’inizio, ha presentato ai suoi potenziali clienti tre tipologie di piani streaming, in base alle esigenze.

Ogni abbonamento determina su quanti dispositivi sia possibile guardare Netflix contemporaneamente, mentre l’app può essere installata senza limitazioni di mezzo (smartphone o tablet), luogo o tempo.

  • Piano Base

Con l’abbonamento base, il cui costo è rimasto invariato, è possibile guardare in streaming serie Tv e film di Netflix su un solo dispositivo alla volta, in definizione standard (SD).  È inoltre compresa la possibilità di scaricare i titoli su un cellulare o tablet.

  • Piano Standard

L’abbonamento Standard invece, consente di guardare i programmi Netflix su 2 dispositivi alla volta e in alta definizione (HD), dove disponibile. In questo caso, sarà possibile scaricare i titoli su 2 smartphone o tablet.

  • Piano Premium

Infine, il piano Premium permette di guardare serie TV, film e programmi Netflix su 4 dispositivi alla volta, in alta definizione (HD) e ultra alta definizione (UHD o 4K), se disponibili. Come per gli altri piani, sarà possibile scaricare i contenuti su 4 smartphone o tablet.

Scopri le tariffe Fibra per Netflix di Eolo e Fastweb

Quanto costa Netflix da giugno 2019

Quali sono quindi i prezzi di Netflix a partire da giugno 2019 e come verranno applicati?

A chi ha già un piano a pagamento in essere, sono state inviate notifiche tramite e-mail o all’interno dell’app di Netflix con un reminder della modifica dei piani tariffari.

Per i nuovi abbonati invece, i prezzi di Netflix partiranno già con le tariffe aggiornate.

Dei tre piani tariffari, quello Base è l’unico su cui non è stato applicato alcun rincaro: la cifra rimane 7,99€ al mese e le condizioni contrattuali quelle precedenti.

Il Piano Standard invece avrà un aumento di 1€, passando da 10,99 € a 11,99 € mensili.

Infine il Piano Premium, vedrà il rincaro maggiore, di 2€, passando dai 13,99€ precedenti ai 15,99€ al mese.

Molti utenti già gridano allo scandalo, lamentando un aumento ingiustificato, visto che ormai il 4K non è più una tecnologia così all’avanguardia, ma l’azienda sta mantenendo il punto, e pare non rischi disdette in massa, segno che il prodotto resta comunque di qualità e che gli abbonati sono fidelizzati.

Velocità di connessione necessaria per Netflix

La peculiarità dell’offerta streaming di Netflix è l’alta qualità di trasmissione e visione. Poter godere di un full HD o un 4K per un prodotto video in streaming non è così scontato.

Ovviamente, per un’esperienza ottimale, la piattaforma di streaming necessita di tv ultima generazione che supportino i formati video e di una connessione adsl sufficientemente potente.

Il sito di Netflix riporta le velocità di connessione necessarie e raccomandate per trasmettere in streaming e a qualità ottimale i programmi offerti.

Si va da un minimo di 0,5Mb/s necessari per la banda larga, passando ai 3 Mb/s per poter ottenere la qualità SD, i 5 Mb/s per il full HD e infine i 25 Mb/s per l’Ultra HD o 4K.

Solo i piani Standard e Premium prevedono l’HD, e solo il Premium l’Ultra HD.

Verificate la larghezza della banda e la velocità di connessione del vostro abbonamento adsl per capire quale piano Netflix sottoscrivere e, nel caso, decidere se sia meglio cambiare gestore di telefonia.

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