Buone notizie dall’Europa: il piano banda ultralarga prosegue a pieno ritmo in tutti i paesi, ma l’Italia si trova tra quelli con lo stato di avanzamento lavori più avanzato. Grazie al Piano BUL, avviato nel 2009, il Ministero dello Sviluppo Economico si è posto l’obiettivo di combattere i divario digitale della nostra Penisola, portando una connessione stabile e ultraveloce in tutta Italia. Ma vediamo come procedono i lavori e a che punto ci troviamo!

 

 

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Il piano banda ultralarga in Europa

Tra i progetti approvati dalla Commissione Europea, il piano banda ultralarga è uno dei più ambiziosi e importanti. Infatti, è ormai chiaro quanto una buona connessione possa fare la differenza e sia necessaria anche nel paesino più remoto. Soprattutto dopo la pandemia e lo studio e il lavoro da casa, è stato sempre più chiaro a tutti i paesi quanto sia importante risolvere il digital divide, per garantire uguaglianza di opportunità a tutti i cittadini dell’Unione. Per questo motivo, l’Italia, come gli altri stati appartenenti all’Unione Europea, si è impegnata a migliorare le proprie infrastrutture. L’obiettivo definito dalla Commissione Europea è quello di portare una connettività per tutti cittadini dell’Unione di almeno 30Mbps.

Il valore di 30Mbps corrisponde alla banda minima verso l’utenza per definire il servizio a Banda Ultra Larga (BUL). Inoltre, l’Europa ha lanciato una sfida ancora più difficile da realizzare, ma non impossibile, ovvero quella di raggiungere i 100Mbps per il 50% della popolazione, ove utilizzo implica oltre alla disponibilità del servizio, anche la contrattualizzazione e la capacità di utilizzo. Ma, prima di vedere la situazione in Italia, scopriamo a che punto sono i nostri vicini!

  • Gli stati Europei più virtuosi

Nell’ultimo bilancio europeo 2021-2027 sono dedicati ben 6,8 miliardi di euro alla trasformazione digitale, circa il 20% del budget totale. Questo dimostra la volontà degli stati di potenziare le infrastrutture di rete per far sì che tutti i paesi, in maniera omogenea, dispongano di una connessione internet veloce. Ma vediamo insieme a che punto siamo in Europa con il piano banda ultralarga, e quali sono gli stati più virtuosi.

Ai primi posti per diffusione della banda ultralarga troviamo la Spagna, che si posiziona al quarto posto, dopo Malta, stato nel quale il 100% della popolazione ha accesso a una connessione ultraveloce, seguito da Danimarca, con il 93% e Lussemburgo, con il 92%. In particolare, in Spagna l’89% di tutte le case e il 51,9% delle case in aree rurali dispongono di una connessione ad altissima capacità.

Continuando nella classifica, troviamo Francia, Italia e Lettonia, che si posizionano dopo la Repubblica Ceca e la Slovacchia, con 65,4% e il 70,1%, di copertura, e Cipro (85%), Croazia (89,2%) e Grecia (93,2%). Quindi, per concludere la panoramica sugli stati dell’Unione, i paesi che hanno raggiunto gli obiettivi posti dalla Commissione entro il 2020 sono stati: i Paesi Bassi e Malta, dove la copertura attuale è del 100% della popolazione, Danimarca, Svezia, Lituania e Lussemburgo, Finlandia e Belgio. Ma vediamo ora a che punto ci troviamo con il piano banda ultralarga in Italia.

 

 

 



 

 

Piano BUL in Italia, stato avanzamento lavori

L’Ftth Council Europe ha fornito le previsioni per la diffusione della banda ultralarga per il periodo 2021-2026 anche per l’Europa allargata. Il totale di case raggiunte dall’FTTH e FTTB nel 2026 sarà di circa 302 milioni, di cui, quasi 200 milioni nell’Unione Europea e nel Regno Unito.

In Italia, dall’avvio operativo del Piano BUL, sono stati raggiunti un totale di 2.462 comuni in commercializzazione (731 in più rispetto a dicembre 2020). Inoltre, 1.371 comuni sono stati collaudati positivamente (742 in più rispetto a dicembre 2020), 4.768 i cantieri sono stati aperti (1.053 in più rispetto a dicembre 2020). Questi sono i dati aggiornati ad agosto 2021, rilasciati da Infratel Italia, la società incaricata dal Ministero dello Sviluppo Economico per seguire i lavori del BUL. Quindi, sebbene avessimo iniziato al rallentatore nella prima fase dei lavori, al momento sembra che il nostro paese si stia portando a pari con i propri vicini.

 

 



 

 

  • I dati italiani

Secondo i dati aggiornati ad agosto 2021, quindi, ben 16 milioni di abitazioni sono state raggiunte dalla fibra nel 2021, con un tassi di crescita stimato entro fine anno del +46%, rispetto al 2020. Le stime, però, guardano al futuro, e prevedono che entro il 2026 ci sarà vero boom, con un +136%, pari a 26 milioni di case coperte dalla fibra. Rispettando questi livelli di crescita e di espansione della banda ultralarga, ci posizioniamo finalmente tra i primi posti in Europa. In particolare, siamo quarti tra i 39 paesi, dopo il Regno Unito, che sta sviluppando il piano BUL a ritmo frenetico, registrando un+488%, la Germania, +385%, e i Paesi Bassi, +144%.

Infine, dal 2020 al 2021 l’Italia ha visto crescere gli abbonamenti a società che forniscono connessione in fibra del +72%, quindi +2,7 milioni totali. Questo ci rende decimi nell’Europa dei 39 per abbonamenti a banda ultralarga. Entro il 2026, quindi, le previsioni sono quelle di registrare un tasso di crescita del +422%, il che ci porterebbe a posizionarci settimi, con ben 8,2 milioni di abbonamenti alla banda ultralarga in fibra.

 

 

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