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Mercato tutelato: proroga al 2022 e poi che succede?

La fine del servizio di maggior tutela slitta ancora, questa volta la fine dovrebbe essere nel 2022, per dare maggior respiro agli utenti e permettere di scegliere consapevolmente.

Ad oggi il mercato tutelato per le utenze di luce e gas ha subito una proroga fino al 2022 e la completa liberalizzazione non è stata ancora realizzata.

Certo, con l’apertura al mercato libero per il gas nel 2003 e nel 2007 per l’energia, è cambiato il modo di intendere le forniture degli utenti privati e business.

Scegliere un contratto vantaggioso e che rispecchi i reali fabbisogni del cliente, ha portato ad un forte sviluppo del mercato libero a discapito del mercato tutelato, sebbene sussistano ancora queste due realtà parallele per i contratti.

 

 

La liberalizzazione è rimandata al 2022

La scelta della liberalizzazione, richiesta e fortemente voluta dall’Europa, è nata con lo specifico intento di creare maggiore concorrenza tra i gestori e la volontà di incentivare forti investimenti nel settore.

Secondo la Legge per il mercato e la concorrenza 2018, la cessazione del mercato a maggior tutela gas e luce avrebbe dovuto entrare in vigore dal 1° luglio 2019.

Questa delibera è una legge annuale, il cui scopo è di promuovere lo sviluppo della concorrenza, tutelando allo stesso tempo i consumatori secondo i princìpi dell’Unione Europea in materia di libera circolazione e apertura dei mercati.

Un emendamento al decreto Milleproroghe n. 91/2018, approvato in Commissione Affari Istituzionali del Senato, ha però fatto slittare a luglio 2020 lo stop definitivo al regime di maggior tutela.

Davide Crippa, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, spiega che: “Bisogna fare in modo che i cittadini possano beneficiare di prezzi migliori, sicurezza e tranquillità e di una maggiore chiarezza e trasparenza quando vanno a stipulare un contratto di luce o gas. D’altra parte, è necessario garantire una corretta competizione fra le imprese evitando abusi di posizione dominante”.

 

 

Perché la fine del mercato tutelato energia è rinviata di un anno?

Per poter comprendere appieno le motivazioni del rinvio, è necessario fare un passo indietro e analizzare alcuni dati.

Nel 2017 dei 30 milioni di famiglie che avevano sottoscritto un contratto di fornitura elettrica, il 60% (ovvero oltre 17 milioni) circa era ancora all’interno del mercato tutelato. Per quanto riguarda invece le utenze gas, i numeri erano ancora più alti: su 20 milioni di contratti, il 63% (circa 12,6 milioni) era a regime di maggior tutela.

Questo ovviamente comporta un bacino d’utenza enorme a cui attingere per i fornitori del mercato libero, ma allo stesso tempo, un gran numero di clienti da tutelare nel processo di transizione.

L’Unione Nazionale Consumatori ha più volte espresso la propria preoccupazione per un passaggio che potrebbe creare non poche difficoltà, dovute in parte alla scarsa consapevolezza degli utenti medi e in parte a problematiche tecniche e possibili pratiche commerciali poco corrette.

Rinviare di un anno la fine del servizio di maggior tutela dovrebbe consentire, secondo il sottosegretario Davide Crippa: “Per migliorare le condizioni per la realizzazione di un sistema competitivo che sia in grado di coniugare migliori prezzi per il consumatore con sicurezza e tranquillità delle famiglie, con contratti luce e gas chiari, trasparenti e senza condizioni vessatorie nei loro confronti”.

La volontà è quella di promuovere l’informazione necessaria tramite tutti i soggetti coinvolti, come l’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), l’Antitrust e i gestori, per consentire maggior trasparenza ed efficienza.

Senza tutto questo, la fine del mercato tutelato, invece che aumentare la concorrenza in maniera sana, porterebbe ad una situazione oligopolistica, con pochi competitor che gestiranno il mercato, imponendo la propria volontà senza reale convenienza.

 

 

Come scegliere un fornitore?

Per poter scegliere consapevolmente un fornitore, serve ovviamente informarsi, capire le proprie necessità come utenti ed essere consci della differenza fra maggior tutela e liberalizzazione.

  • Mercato tutelato

Nel mercato vincolato di Enel e dei gestori per il metano attualmente ancora in vigore, i prezzi per gas e luce devono rispettare i prezzi stabiliti dall’Arera, che ogni 3 mesi aggiorna i costi in base al valore delle materie prime.

L’Autorità inoltre stabilisce le condizioni contrattuali che gli operatori devono applicare e vigila sull’effettiva realizzazione di queste ultime.

Sostanzialmente quindi i gestori delle forniture sono tenuti a regole fisse che stabiliscono aspetti come durata, rinnovo, diritto di recesso dai contratti e periodicità delle bollette.

  • Mercato libero energia 2020

Nel Mercato libero attuale invece ogni operatore decide il prezzo della materia prima, in base all’andamento del mercato di settore. Questo è la variabile su cui possono agire direttamente: alla componente energetica andranno poi aggiunti oneri di sistema e spese di trasporto, che sono però stabilite dall’Autorità garante.

La concorrenza tra i vari gestori si concretizza in offerte, sconti e condizioni promozionali, esattamente come succede da tempo nel campo della telefonia fissa e mobile.

Questo comporta quindi, a conti fatti, prezzi generalmente inferiori rispetto al mercato a maggior tutela e offerte sempre più vantaggiose per i consumatori.

Inoltre, tutti i fornitori luce e gas sono obbligati a prevedere a listino i contratti PLACET, ovvero contratti con prezzo libero a condizioni equiparate di tutela (da qui l’acronimo).

 

 

La fine del mercato tutelato cosa comporterà per gli utenti?

Una volta messa la parola fine al mercato di maggior tutela, cosa succederà a chi non avrà fatto in autonomia il passaggio al mercato libero entro luglio 2020?

Al momento le sorti dei clienti che non avranno fatto una scelta, non sono ancora definite. Proprio in virtù del cospicuo numero di utenti, si stanno valutando diverse possibilità, tra cui il passaggio automatico al Servizio di Salvaguardia.

Questo comporterebbe lo slittamento di un numero notevole di contratti ad un gestore che non è stato scelto liberamente e che potrebbe non avere alcun vantaggio economico, visto le tariffe più alte rispetto a quelle proposte dal mercato libero.

Ecco perché le associazioni consumatori, prima fra tutte Federconsumatori, hanno sottolineato l’importanza di una campagna istituzionale per informare gli utenti e assicurare una maggiore consapevolezza, nell’ottica di un passaggio definitivo al mercato libero.

Chi volesse invece scegliere un operatore del mercato libero prima di luglio 2020, dovrà tener conto di alcuni fattori.

  • Scelta del fornitore

Non ci sono vincoli di sorta. Il consumatore può decidere in autonomia a quale gestore affidarsi, basandosi sulla convenienza, i servizi offerti o la qualità della materia prima (energia green e biometano).

Esistono al momento numerose offerte e possibilità, che permettono all’utente medio una scelta consapevole. Potrebbe essere utile sfruttare questa ulteriore proroga al mercato tutelato, per informarsi.

  • Costi

Il passaggio da un fornitore all’altro non ha alcun costo. Una volta scelto l’operatore e il piano tariffario, sarà la nuova società ad occuparsi delle pratiche, inviando la comunicazione al vecchio fornitore, senza alcuna interruzione nell’erogazione del servizio.

  • Tempistiche

Per il passaggio da un fornitore all’altro, le tempistiche variano da uno a due mesi, per i clienti domestici.

Sottoscritto il contratto con il nuovo gestore, verrà avviata la procedura di passaggio, che ovviamente ha dei tempi tecnici: va richiesta la cessazione del precedente contratto, verificati i consumi e le pendenze e a questo punto effettuato il passaggio (switch).