La vocazione sempre più green degli italiani si conferma con dei dati particolarmente incoraggianti per quanto riguarda la mobilità elettrica nel nostro paese. La nuova micromobilità elettrica, infatti, caratterizzata da monopattini elettrici ed e-bike conquista sempre più consumatori, orientati ormai verso scelte sostenibili e decisi a promuovere comportamenti a basso impatto ambientale. I numeri sono in crescita anche per quanto riguarda la vendita delle auto elettriche, che secondo una ricerca di Bloomberg, entro il 2027 costeranno meno di quelle a benzina.

 

 

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Mobilità elettrica in Italia: a che punto siamo?

La e-Mobility domina ormai da tempo il dibattito sul futuro dei trasporti. Essa fa riferimento a tutti quei veicoli che utilizzano l’elettricità come principale fonte di energia, con possibilità di ricaricare la batteria collegandosi con una presa alla rete elettrica.

La mobilità elettrica nel nostro paese si sta sviluppando in maniera piuttosto significativa: nonostante il mercato auto italiano (e non solo) stia continuando a vivere un periodo di crisi, provocato come sappiamo dall’epidemia di Covid 19, anche a marzo 2021 le auto ibride, Plug-in ed elettriche hanno continuato a far registrare un buon andamento, grazie anche agli incentivi.

Le ibride, in particolare, sono diventate la seconda motorizzazione preferita dagli italiani dopo le vetture a benzina, con una quota di mercato del 27%. Bene anche le Plug-in con il 4,5% e le elettriche con il 4,3%.

Un trend senza dubbio positivo dunque, che potrà migliorare ancora solo grazie all’attuazione di strategie sinergiche, che vanno dall’adozione di specifiche tecnologie, alla capacità di gestire ed organizzare le attività dei vari settori dell’industria automobilistica, dei produttori di batterie, dei fornitori di servizi di mobilità, dei fornitori e distributori di energia e delle istituzioni.

 

 



 

 

  • I monopattini elettrici, e-bike: è boom di richieste

Li vediamo sfrecciare per le strade cittadine: piccoli, scattanti, silenziosi ma soprattutto eco-friendly.  Sono i monopattini elettrici che hanno ormai conquistato il gradimento di moltissimi italiani che decidono di acquistarli per potersi muovere più liberamente nel traffico per raggiungere il luogo di lavoro, risparmiando tempo e denaro. Una scelta che strizza l’occhio all’ecosostenibilità ambientale, visto che questi  mezzi di trasporto non inquinano e permettono di ridurre il traffico cittadino.

Anche le e-bike, le biciclette a pedalata assistita, stanno ugualmente rivoluzionando il panorama urbano: i dati diffusi da Confindustria Ancma testimoniano la netta crescita nella vendita di biciclette in Italia nel 2020, che superano quota 2 milioni di unità, con 280 mila e-bike (+44%).

La bicicletta elettrica, prezioso strumento di viaggio e divertimento, appassiona gli italiani con una produzione che arriva a 275 mila unità, in crescita del 29%.

 

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  • Mercato auto elettriche: vendite in aumento

La mobilità elettrica è un settore che sta sperimentando un vero e proprio boom. Il cambio di marcia è avvenuto proprio nell’annus horribilis della pandemia, quando nell’Unione Europea sono state vendute 1,4 milioni di auto elettriche, rispetto alle 354mila del 2019. I dati migliorano ulteriormente nel primo trimestre del 2021, con le vendite aumentate del 140% rispetto al 2020. 

Tra i modelli più venduti di veicoli elettrici troviamo la Tesla Model 3 con 1.363 immatricolazioni, seguita dalla 500 elettrica con 1.056 immatricolazioni e dalla Smart Fortwo con 759 immatricolazioni.

Secondo un’indagine condotta da Reichelt Elektronik inoltre, ed effettuata durante il mese di aprile 2021, il 79% degli intervistati italiani ha in programma l’acquisto di una vettura elettrica, mentre il 63% afferma che acquisterà una vettura elettrica quando il prezzo di acquisto si abbasserà.

 

 

  • L’evoluzione delle infrastrutture di ricarica sul territorio

L’incremento delle vendite relative alle auto elettriche è da imputare anche agli investimenti effettuati nell’installazione dei punti di ricarica su tutto il paese.  Sono infatti  19.300 le stazioni di ricarica sparse per tutta la Penisola, in aumento nel 2020 del 39%.

Diventa quindi strategico, per incentivare l’acquisto di veicoli elettrici  fornire agli automobilisti un’adeguata rete di infrastrutture di ricarica pubblica oltre a quella privata presso la propria abitazione.

 

 



 

 

E- Mobility: quale futuro ci attende?

Lo stanziamento del Bonus auto elettriche 2021, da richiedere entro il 31 dicembre, che prevede l’opportunità di ottenere uno sconto del 40% sugli acquisti o il leasing di auto elettriche con una potenza non superiore a 150 kilowatt ha certamente dato una spinta al mercato, invogliando gli automobilisti all’acquisto di un’auto elettrica. Ma non è tutto.

Anche una maggiore  presa di coscienza dei rischi a breve e lungo termine sulla salute individuale e dell’ecosistema in generale, provocati dall’inquinamento dato dai gas di scarico delle automobili, ha spinto molte persone a considerare per il futuro l’acquisto di una vettura elettrica, sebbene al momento i costi da sostenere, seppur con gli incentivi,  siano ancora piuttosto proibitivi rispetto ai modelli a benzina. Anche se ancora non per molto pare.

  • Le auto elettriche entro il 2027 costeranno meno di quelle a benzina

Secondo un rapporto pubblicato da BloombergNef entro il 2027 i veicoli elettrici avranno un prezzo inferiore rispetto a quelli con motore a combustibili fossili, anche in mancanza di tassazioni agevolate o di incentivi all’acquisto.

Se i legislatori europei e nazionali introdurranno le giuste politiche, a partire da limiti alle emissioni di CO2 più rigorosi rispetto a quelli attuali, auto e furgoni elettrici saranno in grado di coprire il 100% delle vendite nell’Ue entro il 2035.

Lo studio Bnef dimostra come i veicoli elettrici rappresenteranno presto una realtà alla portata delle tasche di tutti i nuovi acquirenti –  ha spiegato Veronica Aneris, direttrice per l’Italia di T&E – Entro massimo 6 anni, saranno più economici dei motori a combustione interna. Una buona notizia per il clima, per i consumatori e per la leadership industriale europea”

Nel mese di giugno la Commissione europea potrebbe fissare una data di stop alle vendite di auto a combustibili fossili, per centrare l’obiettivo di rendere l’Europa il primo continente climate-neutral entro il 2050.

 

 

 

 

  • Più mobility green = meno inquinamento e  tutela della salute pubblica

Implementare la mobilità elettrica significa prima di tutto ridurre l’inquinamento atmosferico, migliorando la qualità dell’aria a tutela della propria salute.

La produzione massiva di anidride carbonica, lo sappiamo, è nociva per l’ozono, lo strato gassoso presente nell’atmosfera che protegge la terra dall’azione dei raggi ultravioletti provenienti dal sole. Non solo, essa contribuisce al surriscaldamento climatico oltre a rendere pessima la qualità dell’aria che si respira, provocando patologie più o meno serie a carico dell’apparato respiratorio.

L’Agenzia europea dell’ambiente ha rilevato che, nel 2018, il particolato fine ha causato circa 417mila decessi prematuri tra i cittadini dell’Ue, mentre il biossido di azoto ne ha provocati circa 55mila.

  • Lo studio del Cnr

Uno studio realizzato dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr in collaborazione con Motus-E, l’associazione per lo sviluppo della mobilità elettrica, ha presentato una valutazione della dispersione in atmosfera e della ricaduta al suolo degli inquinanti primari e secondari e il relativo impatto emissivo a Torino, Milano, Bologna, Roma Palermo, sulla base anche dell’attuale parco circolante nel trasporto privato e nella logistica.

Secondo la ricerca, ipotizzando una  penetrazione di veicoli elettrici pari al 4 % per quelli privati e al 5 % per quelli commerciali al 2025, percentuali che salgono rispettivamente al 20 e al 15 % nello scenario al 2030, le concentrazioni di biossido di azoto scenderebbero da un minimo del 47 % a Bologna, fino a un massimo del 62 % a Roma.

Dati che salirebbero ulteriormente in un possibile scenario del 2030, oscillando dal 74 % di Palermo all’89 % di Roma.

 

 

 

 

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