green new deal

Il Green new deal Italia e lo sviluppo sostenibile

Come si pone l'Italia in merito al Green new deal pensato dall'Europa e quali saranno i benefici, anche economici, per coloro che decideranno di abbracciare la svolta ecosostenibile?

Con il Green New deal, letteralmente “ il nuovo patto verde” tutti i paesi dell’Unione Europoea si trovano uniti nella sfida ambientale, avente come scopo il raggiungimento della neutralità delle emissioni inquinanti entro il 2050.

Anche l’Italia sposa naturalmente appieno tale intento, impegnandosi nella promozione di numerose iniziative, dalla rigenerazione urbana alla riconversione energetica con il ricorso alle energie rinnovabili, dalla protezione della biodiversità e dei mari al contrasto ai cambiamenti climatici.

Lo sviluppo sostenibile diventa quindi la priorità. Vediamo in che modo.

 

 

Green new deal: l’Europa investe sull’economia green

La sostenibilità ambientale è l’obiettivo primario dell’Europa di questo ambizioso piano presentato ed approvato a Gennaio, intende rivoluzionare il settore degli investimenti pubblici e fondi privati per l’intera Comunità Euoropea nei prossimi 10 anni.

Si parla di una mobilitazione di almeno mille miliardi di euro, indispensabili per attuare e realizzare in toto quella transizione climatica ed ecologica tanto auspicata.

  • Sostenibilità ambientale e piano investimenti

Il Green new deal si articola in tre dimensioni: la prima riguarda naturalmente la parte del finanziamento, ossia la mobilitazione di almeno 1000 miliardi di euro di investimenti sostenibili nei prossimi 10 anni; per fare ciò, il bilancio dell’UE creerà una quota di spesa pubblica senza precedenti, attingendo anche dai fondi privati.

La seconda riguarda la necessità di prevedere incentivi per sbloccare e reindirizzare gli investimenti pubblici e privati, incoraggiando pratiche di bilancio e appalti verdi. Infine, verrà fornito sostegno alle autorità pubbliche ed ai promotori in fase di pianificazione, elaborazione e attuazione dei progetti sostenibili.

  • Come verranno distribuiti i finanziamenti

Per quanto riguarda i finanziamenti, saranno tre le fonti principali:

  1. il Fondo per una transizione giusta, per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di € di nuovi fondi UE. Per poterne beneficiare gli Stati membri dovranno individuare i territori ammissibili attraverso piani territoriali in accordo con la Commissione.

    I finanziamenti totali dovrebbero quindi essere di 30-50 miliardi di euro. Il Fondo per una transizione giusta concederà principalmente sovvenzioni alle regioni, sostenendo quindi i lavoratori ed aiutandoli ad acquisire abilità e competenze spendibili sul mercato del lavoro del futuro, e appoggerà le PMI, le start-up e gli incubatori impegnati a creare nuove opportunità economiche in queste regioni.

    Sosterrà, infine, anche gli investimenti a favore della transizione all’energia pulita, tra cui quelli per l’efficienza energetica;

  2.  un sistema specifico per una transizione giusta che punta a mobilitare fino a 45 miliardi di € di investimenti.

    Lo scopo è attrarre investimenti privati a beneficio delle regioni interessate, ad esempio nei settori dell’energia sostenibile e dei trasporti, e aiutare le economie locali a individuare nuove fonti di crescita;

  3.  uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di €.

    Esso servirà ad accordare prestiti al settore pubblico, destinati ad esempio agli investimenti nelle reti di teleriscaldamento e alla ristrutturazione edilizia.

 

 

Cos’è e cosa prevede il Green new deal Italia

Il piano d’azione lanciato dalla Commissione Europea per contrastare i cambiamenti climatici e incoraggiare azioni green ed ecosostenibili tra le imprese è stato naturalmente condiviso in toto dal nostro paese, che ha cominciato a studiare provvedimenti ad hoc, garantendo sconti fiscali ecologici a chi sceglie politiche di recupero e di rispetto del territorio, nell’ambito del proprio piano aziendale.

  • Ecobonus fino all’80% per l’efficientamento energetico

Una delle proposte di maggior rilievo è la maggiorazione della detrazione fiscale per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici.

Il disegno di legge propone infatti un innalzamento dal 65% all’80%, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, nel caso in cui si scelgano soluzioni di contabilizzazione dei consumi energetici e dei risparmi ottenuti dopo l’intervento verificati dall’Enea.

  • Sconto Ires per le imprese

Tra gli scopi concreti delle misure finanziarie rientrerebbe anche la riduzione di nove punti percentuali dell’aliquota Ires per chi fa investimenti green in beni materiali, immateriali e impianti, l’ammortamento del 100% per le imprese che acquistano attrezzi, software, macchinari e impianti concepiti per evitare lo spreco delle risorse ambientali e/o a produrre meno rifiuti, ed un secondo iperammortamento (del 200%) se questi beni vengono acquistati per essere poi impiantati e utilizzati nel recupero di siti di interesse nazionale.
  • Possibile riduzione della Tari

Tra le novità più interessanti è contemplata anche una possibile riduzione della Tari per gli esercizi commerciali che vendono prodotti cosmetici o alla spina in modo proporzionale alla quantità di imballaggi che riescono a risparmiare, il riconoscimento di un credito di imposta per chi acquista prodotti a basso rilascio di microplastiche ed una detrazione Irpef del 40% (fino ad un massimo di 10 mila euro) per le spese sostenute per opere ecosostenibili e impianti di irrigazione e compostaggio .