Dopo aver superato gli oltre 50 milioni di download, Google Meet, l’app di videochiamate targata Big G, si arricchisce di un’utilissima funzione che permetterà,  di partecipare a riunioni e videoconferenze prive di quei rumori di fondo che possono verificarsi se si hanno ad esempio dei bambini in casa, dei cani che abbaiano o semplicemente se ci si trova  nel bel mezzo del traffico urbano. Una funzionalità che sarà gestita da algoritmi di intelligenza artificiale.

 

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Riunioni a distanza più semplici

L’abbiamo utilizzata quotidianamente per divertirci con gli amici, durante quei famosi happy hour virtuali nei primi mesi di lockdown, che ci hanno permesso di non smarrirci nella solitudine forzata provocato dal Covid19.

Ci è servita e ci serve in ottica di smart working, durante le riunioni con i clienti, con i colleghi, oppure per la didattica a distanza, che ha consentito ai nostri figli di continuare ad imparare, seppur con certi limiti.

Parliamo naturalmente di Google Meet, che insieme a Zoom, rappresenta una delle piattaforme smart working più utilizzate ed apprezzate dagli utenti. E che ora lo sarà ancora di più grazie ad un’interessante funzione che è stata introdotta, ossia la riduzione dei rumori di fondo.

Una problematica che certamente abbiamo riscontrato un po’ tutti durante le nostre videoconferenze e che ben poco ha a che fare con la qualità della connessione, quanto più con i potenziali disturbi esterni captati dal microfono insieme alle voci dei partecipanti e che non possono essere tenuti sotto controllo: schiamazzi improvvisi dei bambini,  una finestra aperta, porte che sbattono, l’abbaiare del proprio cane, lo scroscio dell’acqua del rubinetto, o banalmente il fruscio dei polpastrelli sulla tastiera o della penna sul tavolo. Tutti rumori alquanto invasivi ma che ora potranno finalmente essere isolati. In che modo?

 

 

  • A chi è rivolto il servizio per eliminare il rumore di fondo

Se inizialmente gli unici a godere di questa funzionalità erano stati gli utenti  G Suite Enterprise e G Suite Enterprise for Education, che si appoggia alla versione web di Google Meet, da fine settembre anche chi utilizza Google Meet tramite l’app per smarpthone o tablet, può usufruirne sui sistemi android e iOS.
Tale funzionalità, annunciata ad Aprile, era in fase di sviluppo da parte degli esperti Google già da un paio d’anni, dal 2017 precisamente, proprio quando il colosso di Mountain View, come ha spiegato in un’intervista Serge Lachapelle (G Suite director of product management), ha acquisito Limes Audio, segnando l’ingresso di nuovi esperti del settore audio nella fila di Google.

 

 

Come funzionerà la cancellazione del rumore?

La funzione di cancellazione del rumore  non sarà attiva come opzione predefinita, ma gli utenti potranno abilitarla a piacimento dal menu delle opzioni e lasciare che il sistema lavori per eliminare il rumore, recandosi nelle impostazioni.

Il nuovo sistema è gestito da algoritmi di Intelligenza artificiale addestrati per riconoscere voce e altri suoni, ed in grado di cancellare rumori molesti che potrebbero disturbare la riunione, senza compromettere tuttavia la qualità della videochiamata.

Per addestrare il sistema di AI, gli ingegneri di Google hanno raccolto i dati dei propri meeting, ma hanno preso spunto anche da alcuni video su Youtube, usati per allenare il modello di machine learning.

Una delle criticità, infatti, è stata proprio riuscire a definire cosa potesse essere considerato “rumore”, e successivamente addestrare l’AI a non eliminare troppo. A tal proposito Lachapelle  ha voluto raccontare un episodio esemplificativo, spiegando che proprio durante una presentazione interna del prodotto, a un certo punto i partecipanti si sono messi ad applaudire.

L’algoritmo ha però cancellato tutti gli applausi che in realtà rappresentano un evento non certamente fastidioso.

Funziona bene con le porte che sbattono” – ha specificato Lachapelle – “Funziona bene con l’abbaiare dei cani; un po’ meno con le grida di bambini. Stiamo procedendo con cautela all’inizio, perché non vogliamo che vengano eliminati suoni che dovrebbero invece essere inclusi“.

 

 

  • Il Denoiser di Google Meet

Ma cosa accade durante una videconferenza e perché si sentono i rumori di fondo? Durante una videoconferenza si dovrebbe percepire solo la voce dei partecipanti. In realtà il microfono del computer, molto sensibile, rileva molti più suoni:  quello generato dalle dita sulla tastiera o di qualcuno che urla in un’altra stanza.

Ecco perché il Denoiser di Google Meet ha  richiesto molto tempo per essere sviluppato, in quanto la principale difficoltà, è stato proprio distinguere la voce dal rumore. Una distinzione resa possibile appunto, dall’AI.

Tale tecnologia funziona perfettamente con suoni a determinate frequenze, come quelle provenienti da un aspirapolvere o emessi da uno strumento musicale, ma riconosce correttamente la voce. Il denoiser, inoltre, durante la sua analisi,  considera anche l’elemento “prossimità“, ossia la distanza e l’ampiezza del rumore.

Se quest’ultimo proviene da un oggetto che si trova vicino al microfono, il rumore non viene cancellato completamente, ma diventa più ovattato, per consentire di comprendere le parole degli utenti. Tutti i dati vengono poi inviati ai server di Google in maniera criptata, garantendo la massima privacy. A differenza dell’audio normale non sarà possibile attivare la cancellazione del rumore per gli altri partecipanti, ma solo per se stessi.

Google, infine, ha deciso di inserire il modello di machine learning nel cloud permettendo di avere la stessa esperienza utente a prescindere dal device che si sta utilizzando.

 

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