differenza tra 4g e 5g
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Differenza tra 4G e 5G, cosa ci aspetta?

L'arrivo dell nuova rete 5G cosa comporterà per gli utenti e come si è evoluta la navigazione mobile dagli inizi negli anni '80?

La quinta generazione di reti mobile sta per approdare nel mondo delle telecomunicazioni, promettendo di cambiare la rete ed abbattere ogni barriera temporale.

Il suo debutto ufficiale è previsto per il 2020, anche se in alcune città come Roma, Torino e Milano si stanno avviando già le prime sperimentazioni con un unico obiettivo: garantire una connessione sempre più veloce e alla portata di tutti.

Cos’è quindi il 5G? Quali opportunità potrà offrire al grande pubblico? Qual è la differenza tra 4G e 5G?

 

 

L’evoluzione delle reti telefoniche

Mai come nel mondo della comunicazione mobile si sta assistendo ad un’evoluzione così rapida e sofisticata, che nel giro di pochi decenni ha portato alla nascita di varie generazioni di dispositivi e reti dalle potenzialità inimmaginabili.

In questa ottica l’arrivo del 5G sembra incarnare i sogni più futuristici dell’era post moderna: droni corrieri, robot chirurghi, veicoli a guida autonoma. Ma come siamo giunti così in fretta in quest’epoca dallo scenario fantascientifico?

In principio ci fu il 1G. Un numero che rievoca quasi il paleolitico. Correvano gli anni ’80. Le prime reti di telefonia mobile trasmettevano in modalità analogica ed erano in grado di gestire solo il traffico a voce, con tariffe a dir poco proibitive, un segnale poco ricettivo e frequenti interruzioni. Inoltre i cellulari di quegli anni erano apparecchiature decisamente voluminose anche se praticamente indistruttibili.

  • 2G o GSM

Il 1991 segnò la nascita del 2G o GSM, la seconda generazione per la rete mobile, in cui si assistette al passaggio dall’analogico al digitale, caratterizzata da una banda più veloce e nuovi servizi disponibili che portarono ad una rivoluzione culturale: l’avvento degli SMS circoscritti  a massimo 160 caratteri, gli MMS ed il collegamento alla rete via Wap. ( Wireless Application Protocol) che consentiva l’accesso ai vari contenuti internet da telefonino.

È però il 1996 l’anno del cambiamento, grazie all’introduzione delle SIM a consumo. Un piccolo assaggio di futuro per gli adolescenti dell’epoca, che con lo scambio di sms, attraverso cellulari di dimensioni nettamente ridotte, coniarono un nuovo linguaggio comunicazionale.

 

 

  • L’arrivo della rete 3G

Il 2000 fu l’anno del 3G nel mondo, in Italia debuttò solo nel 2005, portando internet sui telefoni mobili e garantendo una velocità di download che passò da 384 Kbps a 21Mbps.  Un cambiamento radicale caratterizzato da nuove modalità di comunicazione sempre più evolute: dalle videochiamate alle mail sul cellulare, dalle app, all’invenzione nel 2009 di Whatsapp, l’applicazione di messaggistica istantanea  più utilizzata al mondo, che utilizza il proprio numero di telefono e la rete Internet.

E gli smartphone? Tornarono a crescere in dimensioni, con display molto più grandi per permettere una fruizione dei contenuti audio-video più performante ed attrattiva.

La linea 3G, oggi ormai obsoleta, secondo alcuni indiscrezioni, potrebbe presto scomparire per motivi economici e tecnico-normativi, proprio per l’imminente arrivo del 5G, rendendo quasi inutilizzabili i cellulari che ancora usano questa tecnologia.

Uno switch-off che si vocifera avverrà agli inizi del 2020.

Cos’è il 4G

Il 4G è il nostro presente. Rappresenta la massima espressione dell’avanguardia nelle prestazioni mobili oggi sul mercato, insieme all’LTE, una delle sue tecnologie wireless a banda larga, grazie alla quale è possibile raggiungere una velocità di 100 Mbps in download e 50 Mbps in upload. Con le reti 4G la mobile-experience raggiunge livelli di interattività stupefacenti: sempre più smartphone e tablet possono accedere al cloud, usufruire di servizi streaming di musica e  video, effettuare videoconferenze in hd, con una velocità di connessione priva di rallentamenti ed interruzioni.

Il 4G è destinato ad essere sepolto dal 5G come probabilmente accadrà al più datato predecessore? È molto probabile in quanto come evidenziato da alcuni studi di settore, non sarà più in grado di soddisfare il traffico dati nelle principali città europee, a seguito dell’esplosione del consumo video, il cui tasso di crescita annuo è stimato al 40%.

 

5G cosa cambia?

Il 5G sarà il nostro domani. Più precisamente il 2020, anche se già da quest’anno sta attraversando una fase sperimentale solo in alcune città italiane. Questa quinta generazione sarà alla base della tecnologia di connessione degli smartphone più avanzati ma soprattutto dei molteplici oggetti interconnessi sempre più numerosi, come elettrodomestici, auto, lampioni, orologi.

Il 5G, abbinato all’IoT (internet of things) sarà in grado di aprire nuovi orizzonti e sviluppare affascinanti opportunità in termini di domotica, smart city, gaming sempre più realistico, industria robotica, telemedicina e digital health, grazie alla nuova rete mobile che consentirà la connessione di un numero molto più elevato di device, con un aumento delle prestazioni e un utilizzo più semplice e sicuro.

A differenza del 4G, rispetto al quale ha delle caratteristiche tecniche completamente diverse, il 5G avrà un modo totalmente differente di gestire le comunicazioni e la copertura, con frequenze, antenne e tecniche di trasmissione dei dati dissimili rispetto al passato. La nuova rete infatti viaggerà sfruttando onde radio differenti dal 4G e frequenze molto più alte. Ciò significa che con l’arrivo della quinta generazione avremo obbligatoriamente bisogno di nuovi smartphone che abbiano al loro interno un modem di tipo 5G.

Un’altra significativa differenza tra 4G e 5G è che mentre la linea 4G sfrutta la fibra ottica attraverso un reticolato di cavi che arrivano sino alle torri in diversi punti dislocati nel territorio, la linea 5G sfrutta il wireless, spostandosi da un’antenna all’altra senza l’uso di fili. Anche in questo caso si avrà la necessità di creare differenti punti di stazionamento, che avranno però un impatto ambientale più basso.

 

 

  • Requisiti minimi

Per poter ricevere la certificazione 5G le future antenne dovranno presentare delle caratteristiche ben precise: a definirle è stato il “Draft new Report ITU-R SG05”. Secondo i requisiti, la velocità di picco della cella 5G dovrà essere di almeno 20 Gbps in download e 10 Gbps in upload.

In particolare, la velocità effettiva della connessione per ogni singolo utente dovrà essere di circa 100 Mbps in download e 50 Mbps in upload. Insomma grazie al 5G avremo reti in grado di garantire fino a 1 milione di dispositivi connessi per chilometro quadrato e latenze ( i tempi di risposta al comando dato all’oggetto connesso) massime di 4 millisecondi.

  • Stabilità e sicurezza di connessione

Il 4G, attualmente in uso, ha esteso la velocità e lo scambio di dati migliorando la solidità della linea. Il 5G potrebbe non garantire le medesime prestazioni, portando ad una certa instabilità provocata da eventi atmosferici diversi,  oltre alla presenza di decine di migliaia di utenti connessi dallo stesso luogo. Non solo, il grande volume di dati da trasferire ad alta velocità su reti costantemente connesse genera inevitabilmente alcune preoccupazioni legate soprattutto alla riservatezza dell’identità dell’utente e della sua posizione.

Insomma l’avvento della rete internet mobile 5G, a prescindere da comprensibili dubbi e rischi che ogni nuova tecnologia porta inevitabilmente con sé, comporterà di fatto grandi cambiamenti che coinvolgeranno non solo le compagnie telefoniche, il mondo della politica con Usa e Cina che fanno a braccio di ferro per la questione Huawei ma soprattutto i consumatori, che si troveranno catapultati in una società digitale interconnessa come mai prima d’ora.