Tra le svariate incombenze alle quali si deve fare fronte nel momento in cui ci si appresta a traslocare o ci si trasferisce altrove rientra anche la disdetta utenze domestiche.

Nel momento  in cui si cambia abitazione, infatti, non è possibile trasferire la fornitura di energia elettrica o gas, rendendosi quindi necessaria la chiusura delle vecchie utenze per evitare di pagare bollette inutili.

Come avviene tale procedura? Quali sono i documenti da presentare? E a quali costi?

 

 

Disdetta fornitura del gas: modalità

La procedura di disdetta gas può avvenire secondo diverse modalità a seconda del fornitore con il quale si è stipulato il contratto di fornitura.

Generalmente, la maggior parte dei fornitori mettono a disposizione un numero verde da contattare indicato su tutte le bollette.

È possibile anche inviare una richiesta scritta da inoltrare tramite raccomandata o fax, oppure, anche via web, accedendo al proprio account personale sul portale online del fornitore.

  •  Tempistiche

La richiesta di disattivazione dell’utenza deve essere effettuata con  un preavviso di non più di 30 giorni. La richiesta verrà ricevuta dal venditore entro due giorni lavorativi, mentre la chiusura del contratto avverrà entro cinque giorni dal ricevimento della stessa.

La disattivazione dell’utenza luce o gas deve avvenire quindi in 8-10 giorni dall’invio della richiesta.

 

 

  • I costi

La sospensione fornitura gas comporta anche dei costi da sostenere, variabili a seconda del distributore.

Per i clienti che non hanno mai cambiato fornitore e godono di  un regime di maggior tutela, ossia un regime tariffario stabilito dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), il costo equivale a 23 €.

Per chi ha sottoscritto un contratto con un fornitore del mercato libero, le tariffe per la disdetta fornitura gas dipendono naturalmente dalle condizioni contrattuali.

  • Documenti da presentare

La procedura per dare disdetta del contratto gas di casa è piuttosto semplice. Prima di contattare il proprio fornitore è consigliabile recuperare tutte le informazioni ed i documenti necessari in modo tale da ridurre i tempi di evasione della richiesta.

Per poter chiudere un contratto di luce o gas, sono dunque necessari i documenti seguenti:

  1. codice cliente;
  2. carta d’identità e codice fiscale del proprietario del contratto;
  3. autolettura del contatore  gas;
  4. recapito della fattura di conguaglio finale;
  5. il codice Pdr di 14 cifre assegnato direttamente dal distributore dopo l’allacciamento del gas con l’installazione del contatore. Esso viene indicato nella bolletta del gas nel campo “Dati Fornitura” o si può richiedere contattando il servizio clienti del proprio fornitore di gas;
  6. data in cui si desidera disattivare effettuare la chiusura contratto.

 

 

Dare disdetta in maniera semplice: cambiare fornitore gas

Con il mercato libero per energia e gas, la disdetta di un contratto di fornitura è in realtà più semplice del previsto, specialmente se la motivazione è il cambio di gestore per tariffe più convenienti.

Il cliente ha pieno diritto di scegliere il fornitore con le offerte più convenienti a livello economico e anche più adatte alle proprie esigenze.

In questo caso la disdetta e il passaggio sono veramente facili: scelta la tariffa e la compagnia fornitrice, non si dovrà fare altro che richiedere l’attivazione di una nuova fornitura.

A questo punto sarà il nuovo fornitore dell’utenza gas a doversi occupare di tutte le pratiche per conto del cliente.

Sarà infatti suo compito, alla sottoscrizione del contratto, comunicare al precedente gestore la chiusura del vecchio contratto e prendersi carico delle questioni tecnico amministrative.

Il cliente quindi non dovrà preoccuparsi più di nulla.

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Rimborso al cliente in caso di ritardo

Una volta che il cliente ha inoltrato la propria richiesta, qualora la chiusura contatore gas avvenga oltre il tempo previsto dall’Autorità per responsabilità del distributore, il cliente ha diritto ad essere rimborsato. L’indennizzo economico dovrà essere accreditato automaticamente nella bolletta.

Le tariffe dei rimborsi variano a seconda del ritardo riscontrato e anche in base al tipo di utenza che si intende chiudere.

Chiusura del gas senza preavviso

L’interruzione fornitura gas può avvenire anche per volontà del distributore senza alcun tipo di preavviso e anche in assenza di morosità.

Ciò naturalmente accade solo in situazioni particolari, come ad esempio in caso di furto del gas, se il contatore ha subito delle manomissioni o i sigilli sono stati rotti, per l’utilizzo degli impianti non conforme al contratto di fornitura, per motivi legati alla sicurezza dati dalla rilevazione di dispersioni di gas.

In quest’ultima circostanza l’utenza non potrà essere riattivata finché il titolare del contratto non abbia l’attestazione certificante la messa a norma del proprio impianto da parte di un tecnico.

La fornitura deve essere riattivata entro 2 giorni feriali dalla data di ricevimento da parte del venditore dell’attestazione di avvenuta messa a norma dell’impianto.

 

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