(aggiornato al 7 aprile 2020)

Sempre più spesso ci troviamo ad ascoltare musica in streaming online, senza preoccuparci più di supporti fisici da utilizzare attraverso uno stereo, un’autoradio o un lettore portatile.

L’estrema comodità con cui oggi possiamo sentire musica senza limiti, semplicemente tramite una connessione internet mobile o domestica, è un cambiamento significativo e trasversale per le generazioni.

Inoltre, con l’emergenza dovuta al Coronavirus, una connessione online stabile, con uno streaming che ci permetta di sentire musica e restare connessi, è qualcosa di cui sentiamo ancora maggiormente la necessità.

 

 

Ascoltare musica oggi

Per chi è cresciuto in un’epoca in cui si è passati dal vinile, alle musicassette e poi ai CD, l’ulteriore processo evolutivo all’MP3 e oggi allo streaming, è stato un passaggio non particolarmente traumatico.

Le nuove generazioni sono invece radicate nell’idea digitale di fruizione per qualunque scopo, e il gap con quelle analogiche si fa sentire profondamente.

Ascoltare musica online gratis è un dato di fatto per molti, non una conquista. Oggi molti siti e app musicali permettono di usufruire della musica in streaming senza limitazioni, senza difficoltà e, fattore da non sottovalutare, specialmente per le etichette discografiche, legalmente.

Ma da dove nasce il tutto? L’anno è il 2008 e una startup svedese arriva sul mercato internazionale, con un servizio rivoluzionario: lo streaming musicale illimitato. Il nome di quella piccola azienda era Spotify.

Prima disponibile solo in USA (qualcuno ricorda i siti di hosting per IP che ci permettevano di usare il servizio anche in Italia?), poi man mano diffusosi capillarmente in tutto il mondo, nell’arco di poco più di 10 anni Spotify si è imposta come leader del settore, cambiando radicalmente il nostro modo di pensare e di ascoltare musica.

Le piattaforme streaming a pagamento

Oltre ovviamente a Spotify, che con i suoi 180 milioni di utenti in tutto il mondo e 83 milioni di clienti abbonati è il campione indiscusso della musica in streaming, esistono altri programmi che permettono l’ascolto di un catalogo musicale pressoché illimitato tramite abbonamento.

Decidere quale sia il miglior streaming musica, non è semplice, e dipende dal tipo di utilizzo che ne si fa.

  • Spotify

Sebbene in molti utilizzino il servizio in modalità gratuita, con inserti pubblicitari e limitazioni nella creazione di playlist e scelta delle tracce, il servizio in abbonamento ha funzionalità molto più ampie e la scelta musicale infinita.

Con un servizio LTE sul cellulare o una buona connessione a casa, utilizzando la versione Web dell’app, al prezzo di 9,99€ al mese sarà possibile ascoltare tutta la musica che si vuole, creare infinite playlist, salvare tra i preferiti album e singole canzoni e salvare in remoto i brani in modo da ascoltarli, solo attraverso la app, senza usare lo streaming.

Oltre all’abbonamento standard, Spotify prevede un account Family, con 6 account compresi a 14,99€ e un account per Studenti, al costo di 4,99€ al mese.

 

 

  • Deezer

Tra le alternative a Spotify, sebbene simile nel modo di utilizzo e nelle offerte, ma meno conosciuta in Italia, Deezer offre una gamma musicale ancora più ampia della concorrente svedese. Questo probabilmente dipende dalla fortissima presenza della piattaforma francese in tutto il mondo (180 contro circa un’ottantina).

La versione free, come Spotify, presenta delle limitazioni, mentre l’abbonamento da 9,99€ al mese permette l’uso di tutte le funzionalità.

Interessante anche la qualità con cui si possono ascoltare i brani: a differenza di Spotify, è possibilie scegliere la qualità FLAC, un tipo di compressione, lossless (“senza perdita”), quindi di qualità perfetta. Nonostante l’ottima qualità i file non sono comunque di grande formato, grazie ad una serie di algoritmi utilizzati dall’encoder utilizzato da Deezer.

Questo permette quindi di ottenere una qualità addirittura superiore ad un audio CD, ma a “caro prezzo”, come Tidal, anche Deezer richiede 19,99€ di abbonamento mensile.

  • Apple Music

Sebbene la leadership del mercato resti nelle mani di Spotify, Apple rappresenta l’altro principale mezzo di accesso allo streaming musicale in Italia, con la sua app Apple Music. Anche in questo caso il costo è di 9,99€ al mese, e il catalogo streaming è di circa 60 milioni di brani.

Come Spotify, anche Apple Music prevede un abbonamento Family a 14,99€ al mese e Studenti, a 4,99€ al mese per 48 mesi.

  • Amazon Music Unlimited

La risposta di Amazon allo streaming musicale, è arrivato da circa un anno in Italia, con un servizio on-demand di 50 milioni di brani, playlist e radio personalizzate in base ai gusti dell’utente.

L’integrazione con Alexa ha dato sicuramente una spinta al servizio, ad oggi in linea con i costi dei concorrenti a 9,99€ al mese.

Per i clienti Amazon Prime però esiste la possibilità di accedere a Prime Music, versione ridotta e gratuita, con solo 2 milioni di brani, playlist e radio.

 

 

  • Tidal

Lanciato dal rapper Jay Z, con la promessa di avere musica in qualità lossless tramite lo streaming solo web e non mobile, Tidal si distacca notevolmente dai precedenti abbonamenti. In primo luogo per il costo: 19,99€ al mese, senza la possibilità di usufruire del servizio gratuitamente, anche se con limitazioni.

Per accedere al servizio in streaming, che prevede un periodo prova di 7 giorni, sarà necessario agganciare al proprio profilo gli estremi di una carta di credito o Paypal.

Il pubblico a cui si rivolge Tidal è ovviamente differente e punta sugli audiofili che vogliono poter assaporare la corposità di una resa musicale pari ad un supporto fisico e non alla compressione, sebbene di alta qualità, di un file MP3.

Come ascoltare musica gratis online

Per chi ancora non voglia legarsi ad un costo fisso mensile per ascoltare musica streaming gratis e in maniera legale, la rete offre una vasta scelta di siti e applicazioni pensate ad hoc.

Se alcuni programmi per ascoltare musica, nel tempo, hanno perso appeal o non sono riuscite del tutto a fare breccia nel cuore del grande pubblico (pensiamo a SoundCloud, strutturato principalmente per la promozione di artisti emergenti, o Napster, che da gigante della diffusione illegale di musica alla fine degli anni ’90 si è reinventata come prodotto per addetti ai lavori) altre si sono imposte senza se e senza ma in un mercato in continuo divenire.

  • YouTube Music

Lo storico sito di streaming video, ha messo un piede ben piantato nel mondo dello streaming audio e ha lanciato  nel 2015 YouTube Music.

Attraverso la piattaforma web direttamente da pc o scaricando la app, è possibile ascoltare tutta la musica che si desidera, gratuitamente. A differenza della versione free di Spotify, è possibile passare da un brano all’altro, ma non si potrà spegnere lo schermo, in versione per cellulare, durante l’ascolto.

Esiste ovviamente anche una versione in abbonamento, a 9,99€ al mese, che elimina le pubblicità e dà la possibilità, su mobile, di spegnere lo schermo durante l’ascolto.

  • TuneIn Radio

Per chi preferisce la radio alla semplice musica, TuneIn è la risposta streaming. L’app (e la versione web) permette di ascoltare senza limiti e senza interruzioni pubblicitarie moltissime stazioni radiofoniche italiane e straniere.

La versione gratuita non ha particolari inibizioni o difficoltà di utilizzo e presenta semplicemente delle pubblicità su schermo, che si possono rimuovere acquistando la versione Premium, a 9,99€ al mese.

 

 

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