Risorse petrolifere sempre più sfruttate, costi dei carburanti in continuo aumento e un trend mondiale improntato alla green economy, sono i motori che hanno incentivato, in questi ultimi anni, la produzione sempre più su larga scala di auto con motori elettrici o ibridi plug-in. Se ci aggiungiamo il difficile periodo dovuto al Covid-19, che ha comunque in parte aumentato la consapevolezza riguardo all’inquinamento derivato dal traffico nelle grandi città, il risultato da non sottovalutare è quello di una visione della mobilità molto diversa dal passato.

La maggior consapevolezza ed attenzione di una fascia di pubblico, ha permesso di sviluppare al meglio queste nuove tecnologie, offrendo prodotti di alta qualità e buone performance, a prezzi meno proibitivi di quanto ci si aspetterebbe.

Non vanno infine dimenticate le ultime normative in fatto di inquinamento, molto più rigorose, che puntano alla sostituzione dei motori a propulsioni inquinati con quelli a zero o minime emissioni.

 

 

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Auto elettrica o ibrida plug-in: come funzionano

Sia che si stia scegliendo di acquistare una nuova auto, o che si preferisca la modalità di noleggio a lungo termine, con i relativi vantaggi, quali sono le differenze tra le varie tipologie di auto ad impatto inquinante ridotto e quali le scelte più adatte in base alle diverse esigenze?

  1. Un’auto elettrica sostanzialmente utilizza l’elettricità per muoversi, senza altri combustibili. Necessita ovviamente di una ricarica tramite presa e ha un’autonomia inferiore rispetto ad una tradizionale macchina a benzina o gasolio.
  2. Le ibride plug-in invece sfruttano le tecnologie di ibrida e auto elettrica insieme: si ricaricano direttamente da una rete di energia, come le auto elettriche, ma possono utilizzare il motore a benzina nei tragitti più lunghi in cui non sia possibile ricaricare il motore elettrico.

Ricaricare la macchina elettrica

Per poter caricare la propria auto elettrica bisognerà capire con che tipo di colonnina sia compatibile il veicolo. Questo perché, fino a pochi anni fa, ogni costruttore adottava un sistema di ricarica proprio, come succedeva per i cellulari.

Negli ultimi anni le tipologie di prese sono suddivise sostanzialmente tra due sistemi:

  • Connettori a corrente alternata (AC)

La corrente alternata domestica arriva a 230V e permette la ricarica direttamente dalle normali prese. Per una maggiore sicurezza ed efficienza però, è sempre consigliabile installare una Wall box, ovvero una colonnina di ricarica pensata per l’uso casalingo.

Se parliamo invece di ricarica pubblica, troveremo le colonnine ricarica auto elettrica dotate di PWM che garantiscono la ricarica lenta a 16A – 240V o quella veloce a 32A e 400V.

I cavi utilizzati per il processo di ricarica  hanno di solito una spina tipo Schuko  (la classica che si trova in quasi tutti gli elettrodomestici) o la spina di tipo 2, detta anche Mennekes. Oltre a questi due standard, si aggiunge anche la spina Scame o tipo 3, che si usa solamente per scooter e quadricicli leggeri.

Per poter ricaricare una vettura elettrica basterà quindi connettere il caricatore apposito, che controllerà il processo, interrompendolo in caso di danneggiamento della batteria.

 

 

  • Connettori a corrente continua (DC)

Le colonnine con ricarica rapida sono presenti solo sulla rete pubblica, dato i costi molto alti per l’installazione e permettono di completare un ciclo di ricarica in tempi davvero ridotti. Le colonnine hanno due standard che sono il CCS COMBO2 e il CHAdeMO.

  • Wall box

Chi sceglie un’auto elettrica normalmente decide anche di dotarsi di un sistema di ricarica domestico. Le Wall box o home-station sono proprio questo: una stazione di ricarica a muro con cui ricaricare la propria auto.

L’alternativa è installare dei sistemi di alimentazione che consentano la ricarica dalle normali prese di corrente già presenti in casa.

Le colonnine private sono ovviamente allacciate alla rete locale e non necessitano di particolari accortezze: basterà far eseguire da un tecnico la connessione e sarà subito possibile l’utilizzo.

 

 

 

 

  • Stazioni di ricarica e le colonnine di ricarica auto elettriche

Le colonnine o torrette elettriche non sono altro che distributori di energia tramite cui è possibile ricaricare le autovetture dotate di propulsione elettrica.

Per dirla in parole povere: una colonnina elettrica sta ad un’auto elettrica come un distributore di benzina sta ad un’auto a propulsione con carburanti.

Ci sono varie tipologie di colonnine ricarica auto elettriche attualmente: dalle più classiche a palo a quelle a muro, da quelle a multipresa (per ricaricare più auto contemporaneamente) a quelle integrate nei distributori di carburante canonici, per le auto ibride.

Alcune società stanno anche sviluppando una tecnologia wireless, che dovrebbe permettere di effettuare la ricarica della propria vettura semplicemente posizionandola su una piattaforma adibita (una versione in grande scala di quello che si fa già).

Le stazioni di ricarica invece sono punti di rifornimento posti in zone pubbliche come strade, autostrade, parcheggi, stazioni o aeroporti, per consentire appunto la ricarica a chi ne avesse la necessità.

Vengono normalmente installate da fornitori di energia e gestori di rete e sono compatibili con i maggiori standard di ricarica per auto elettriche.

Attualmente i maggiori produttori e installatori sono Enel X, A2A sopratutto per la zona di Milano e Brescia, Route 220 tramite la piattaforma Evway al nord e centro Italia, Hera per Modena e Imola più altri fornitori minori presenti in nord Italia.

 

 

 

Consumi auto elettrica

Un’auto elettrica consuma in media 150 Wh/km, con valori che vanno dai 120 Wh/km per le city car a un massimo di 200 Wh/km per le auto di grosse dimensioni.

Ovviamente l’autonomia di un’auto elettrica, ad oggi, non può in alcun modo essere paragonata a quella di un’auto a benzina, gas o gpl.

Come per le auto tradizionali, anche per quelle a propulsione elettrica i consumi variano in base al tipo di auto, alla cilindrata e alle condizioni esterne: climatizzatore acceso o spento, velocità di crociera, tipologia di percorrenza sono tutte variabili da tenere in conto.

Le auto più piccole avranno minore autonomia e saranno più suscettibili ad aumenti di consumi in base alle condizioni esterne.

Quello che però va considerato, nella scelta di un’auto elettrica, è la reale quotidianità di ognuno di noi.

Secondo una stima, il 75% delle auto europee percorre meno di 50 km al giorno. Molti si spostano coi mezzi per andare a lavoro e usano la macchina solo per commissioni o per uscire la sera; molti altri hanno tempi di percorrenza brevi e quindi macinano comunque pochi km.

In questi casi, un’auto elettrica è più che in grado di soddisfare le necessità quotidiane di un automobilista medio: sarà sufficiente mettere in carica l’auto alla sera prima di andare a dormire, per avere il ‘pieno’ sufficiente alle attività quotidiane.

 

 

 

 

Costi per la ricarica di un’auto elettrica

Come capire quanto può costare in consumi reali un’auto elettrica?

Per prima cosa, consideriamo che molti preferiscono ricaricare l’auto elettrica a casa, utilizzando la propria rete elettrica.
In questo caso la normale fornitura a 3kW dovrebbe essere sufficiente, ma solo se le ricariche avvengono in orari di bassi consumi domestici.

L’alternativa potrebbe essere quella di aumentare la potenza del contatore, anche solo a 4,5kW, per non avere alcun tipo di problema.

L’evidente incremento di costi sui consumi elettrici andrebbe però ad impattare in maniera positiva sul totale del bilancio familiare, con un forte risparmio sull’acquisto di carburanti tradizionali.

Perciò a parità di km, i costi di  rifornimento per un’auto elettrica sarebbero quasi 1/3 rispetto ad un’auto tradizionale: per 100km percorsi, il costo medio sarebbe circa 4,5€.

Per quanto riguarda le stazioni di ricarica pubbliche, diffuse sul territorio,  le ricariche sono accessibili solo tramite tessera del gestore e addebito su RID o carta di credito, con prezzi che variano dagli 0,025€ agli 0,040€ al minuto per le tariffe a consumo e dai 15€ agli 80€ al mese per gli abbonamenti tutto compreso.

C’è poi da considerare la possibilità di ricaricare l’auto fuori casa a costo zero:  alcune strutture commerciali o punti di ristoro e anche alcune concessionarie offrono ricariche gratuite a livello promozionale.

 

 

 

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