La notizia del caro bollette è ormai all’ordine del giorno, sopratutto negli ultimi mesi. Per far fronte all’emergenza, e calmierare gli aumenti delle bollette quindi, il Governo sta studiando una tassa sugli extra-profitti delle società energetiche. Ma vediamo meglio di cosa si tratta e quando dovrebbe entrare in vigore questa nuova risoluzione.

 

 

 

 

 

 

 

Bolletta del Gas troppo cara: la proposta del Governo Draghi

La strategia pensata dal Governo capitanato da Draghi per calmierare i prezzi delle bollette di luce e gas sarebbe quella di mettere una tassa sugli extra-profitti delle società energetiche. Infatti, anche se la legge di bilancio ha già stanziato circa 3,5 miliardi per affrontare l’emergenza bollette per il primo trimestre del 2022, sembra che questi fondi non siano sufficienti a contenere i rincari che dovranno affrontare le famiglie italiane. Secondo le ultime dichiarazioni del premier Mario Draghi, quindi, è previsto che vengano presi altri provvedimenti per affrontare l’emergenza bollette nei mesi a seguire. 

  • Cosa si intende per Extra-Profitti delle società energetiche?

Nella sua conferenza stampa di fine 2021, il Premier Mario Draghi ha affermato che i grandi produttori e venditori di energia stanno facendo dei profitti fantastici e quindi anche loro devono aiutare il resto delle famiglie e delle imprese.

Per questo motivo, l’idea del Governo per far fronte al caro bollette sarebbe quella di ricavare dagli extra-profitti che i produttori di energia elettrica ricavano dalle fonti rinnovabili, vendendo al prezzo marginale dell’energia prodotta con il gas. Purtroppo, però, questa soluzione non è semplice, in quanto prima di tutto bisogna individuare insieme agli operatori una soglia di prezzo sostenibile oltre la quale dare un aiuto alle famiglie in difficoltà. Quindi, definire i limiti oltre i quali le famiglie e le imprese possono chiedere il contributo. Mentre, dall’altra parte, è necessario continuare a supportare i produttori e venditori, che dovranno fornire verifiche e fornire autocertificazioni.

 

 

 

 




 

 

 

Quali sono le problematiche che il Governo Draghi dovrà affrontare?

Secondo quanto sostengono gli esperti, c’è la possibilità che gli incassi di queste società dalla vendita di energia ottenuta da fonti rinnovabili siano inferiori alle previsioni, addirittura meno di quanto già preventivato dallo Stato per calmierare le bollette. Una cifra molto approssimativa, secondo il Sole 24 ore potrebbe attestarsi nell’immediato attorno a 2 miliardi su base annua. Ma, prosegue il giornale, è difficile da calcolare a priori, senza contratti alla mano, perché dipende da quanto gli operatori effettivamente hanno venduto ai prezzi di mercato delle ultime settimane (quando sono stati raggiunti picchi di 200 euro a megwattora contro i 50-60 euro di media degli ultimi 5 anni) e non con contratti di lungo termine.

Inoltre, per calcolare quanto gli operatori guadagnino dalla vendita di rinnovabili, bisognerebbe distinguere tra chi vende con contratti di lungo termine a prezzo fisso – quasi tutte le società – e chi vende sul mercato a prezzi spot. L’unico modo che il Governo Draghi ha per chiedere questi dati sono le autocertificazioni degli operatori rispetto alla modalità di acquisto e ai prezzi applicati a una certa data.

 

 

 

 

 

 

Le opinioni dei partiti

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che è opinione condivisa all’interno del governo che gli extra-profitti di coloro che, in relazione a questa situazione del tutto particolare, stanno registrando, debbano in qualche modo contribuire alla fiscalità generale, per permettere di intervenire nei confronti delle categorie più svantaggiate. Le modalità le sta studiando il ministero dell’Economia, ma credo che si andrà in questa direzione..

L’idea di tassare i profitti extra delle società energetiche sembra mettere d’accordo le maggiori parti politiche del nostro paese. Anche se proseguono i lavori a livello Europeo per calmierare il prezzo della materia prima.

  • Strategia Europea

Sempre nel suo intervento in merito al caro bollette, Draghi ha ricordato che gli aumenti del prezzo del gas dipendono in gran parte da fattori geopolitici. Ha quindi aggiunto che il Governo Italiano sta ideando varie proposte su come affrontare l’emergenza del prezzo del gas insieme all’UE e la discussione continua molto attiva all’interno del Consiglio europeo. Infatti, tra le proposte avanzate in Unione Europea, c’è quella di avere a disposizione riserve comuni di energia, ed effettuare acquisti comuni per i paesi dell’Unione.

 

 

 

 



 

 

 

 

  • Strategia Italiana

Dato che i tempi di entrambi i progetti potrebbero essere lunghi, nel frattempo il Governo Draghi ha ideato il cosiddetto piano Cingolani-Giorgetti che punta a raddoppiare la produzione italiana di gas entro i prossimi 2 anni. Questo progetto prevede investimenti per 1,5 miliardi da parte delle compagnie petrolifere, per manutenzioni straordinarie e per potenziare i pozzi già attivi.

Si tratterebbe quindi di interventi più immediati, che consentirebbero di portare la produzione di gas del nostro paese da 3,5 miliardi di metri cubi a 7-8 miliardi di metri cubi, circa il 10% dei 70 miliardi che si consumano ogni anno. Non è una soluzione definitiva, ma sembra essere un’opzione presa in considerazione dal Governo per rendere l’Italia meno dipendente dalle importazioni.

Come risparmiare sulla bolletta?

Oltre ad attendere le misure messe in atto dai governi, ci sono delle piccole accortezze per rendere la vostra bolletta meno cara. Inoltre, vi consigliamo di confrontare le tariffe di luce e gas, per ottenere l’offerta migliore presente sul mercato.

 

 

 

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