bollette a 28 giorni

Bollette a 28 giorni: a che punto siamo?

Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso degli operatori, che ora dovranno predisporre un piano di rimborso per gli utenti, in attesa della prossima udienza prevista il 4 luglio.

Dopo lunghi mesi, il caso del rimborso bollette a 28 giorni per Vodafone, Wind 3, Fastweb e Tim sembra essere giunto ad una conclusione: in data 21 maggio il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensione rimborsi degli operatori telefonici e ha sollecitato la creazione di un “piano di storno scaglionato”, in attesa dell’udienza fissata il prossimo 4 luglio 2019.

Il caso delle Bollette a 28 giorni

Tra la fine del 2016 e il 2017 i principali operatori di telefonia decidono di modificare la periodicità nell’invio delle bollette: non pi˘ mensilmente ma ogni 28 giorni.

Questo comporta l’aumento del numero di mensilità da 12 a 13, con conseguente aggravio delle tariffe.

L’Unione Consumatori si attiva e nel marzo 2017 interviene l’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni) stabilendo con una delibera che, almeno per la telefonia fissa, il criterio di fatturazione debba essere, obbligatoriamente, a base mensile.

Il braccio di ferro tra consumatori e operatori della telefonia prosegue e a novembre 2017 la commissione Bilancio del Senato d‡ il via libera all’emendamento che prevede l’obbligo di fatturazione su base mensile per imprese telefoniche, reti televisive e servizi di comunicazioni elettroniche, concedendo il termine di 120 giorni per ripristinare lo status quo.

A partire quindi dal 5 aprile 2018 le bollette, sia per fisso che per mobile, tornano mensili.

La reazione degli operatori di telefonia

Impugnando la delibera di 2017 gli operatori †richiedono al TAR di sospendere l’ordinanza di AGCOM. Ciò nonostante il Tribunale amministrativo regionale conferma l’obbligo della fatturazione mensile e respinge il ricorso.

Il TAR del Lazio perÚ, con un provvedimento totalmente distinto dal primo, sospende in attesa di giudizio la delibera del Garante, con cui l’AGCOM sanciva l’obbligo, da parte delle compagnie telefoniche, a† restituire automaticamente con la prima bolletta mensile i soldi dovuti ai clienti penalizzati dalla bolletta a 28 giorni.

AGCOM a questo punto emette un’ulteriore delibera: le compagnie dovranno rimborsare i giorni persi dagli utenti da giugno 2017† fine marzo 2018, ritardando la fatturazione per consentire il recupero delle somme indebitamente percepite sulla telefonia (dando cosÏ un rimborso in termini di utilizzo gratis del servizio, non direttamente monetario).

La conclusione (forse)

Il Consiglio di Stato, intervenuto a seguito di questa serie interminabile di rimpalli tra consumatori e operatori, aveva rinviato pi˘ volte la decisione finale, accogliendo infine la richiesta delle aziende di telefonia di sospendere i rimborsi stabiliti dal Garante in attesa della revisione della sentenza.

Finalmente il 21 maggio 2019, l’ordinanza del Consiglio di Stato respinge definitivamente la richiesta sospensiva di Vodafone, Wind 3, Fastweb e Tim, ritenendo significativo ´il lungo tempo trascorso dall’accertato inadempimento dei gestori.

I rimborsi, previsti prima per dicembre 2018, poi per marzo 2019 e infine a maggio 2019, sono perÚ ancora sospesi.

Palazzo Spada decider‡ come procedere definitivamente il 4 luglio 2019.

Nel frattempo le compagnie dovranno stabilire le opzioni di rimborso da proporre agli utenti, che potranno optare tra uno storno in contanti in bolletta oppure servizi aggiuntivi ai contratti.

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