Prosegue ad un ritmo costante l’uscita dei clienti finali dai mercati di maggior tutela di luce e gas. Nel settore elettrico il 57,3% dei clienti domestici e nel settore del gas il 60,2%  ha scelto un contratto di libero mercato. Dati piuttosto interessanti, emersi dal rapporto stilato dall’ARERA, nel quale è stata analizzata la situazione della vendita di energia e gas nel libero mercato da diversi punti di vista come ad esempio: l’evoluzione del comportamento dei clienti finali, l’ andamento dei prezzi offerti e la trasparenza e pubblicità delle offerte e dei servizi connessi.

 

 

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ARERA: Rapporto monitoraggio dei mercati di vendita al dettaglio dell’energia elettrica e del gas

Qual è la percentuale degli Italiani che ha optato per il mercato libero nel 2021? A fornirci una fotografia del trend del bel paese è l’Arera energia, nell’ambito del primo rapporto pubblicato Rapporto monitoraggio dei mercati di vendita al dettaglio dell’energia elettrica e del gas.

Dall’analisi effettuata da Arera, sebbene persista una certa disomogeneità nel territorio nazionale in merito alla consistenza del mercato libero, nella  maggior parte delle regioni e delle province italiane più della metà dei clienti, sia domestici che non domestici, è uscito dal relativo regime di tutela scegliendo un contratto di libero mercato, per entrambi i settori.

  • Azioni di cambio fornitore

Secondo il rapporto pubblicato da Arera, nel settore energia, sono nel mercato libero il 57,3% dei clienti domestici e il 68% dei clienti altri usi in bassa tensione, mentre sono nel settore del gas il 60,2% dei clienti domestici e il 69,9% dei condomini uso domestico con consumi inferiori ai 200 mila Smc.

Per i domestici il mercato libero è scelto in misura maggiore dai più giovani: l’81% dei contratti sottoscritti da clienti si trova infatti nella fascia tra i 18 e 29 anni.  La quota di clienti in uscita dalla mercato maggior tutela, inoltre, che scelgono un contratto di libero mercato con lo stesso venditore che gestisce anche la maggior tutela, o con un collegato, è molto elevata e continua a mantenersi al di sopra del 50%.

 



 

 

  • Evoluzione del comportamento del consumatore

Nei prossimi mesi saranno disponibili i risultati della nuova indagine demoscopica, svolta da Arera energia,  che si svolgerà tra il mese di luglio e settembre 2021 e che permetteranno di valutare l’evoluzione del comportamento rispetto ad alcuni elementi che erano emersi nell’ultima indagine demoscopica, tra cui:

  1. alto grado di soddisfazione nei confronti dell’attuale fornitore;
  2. quota rilevante di clienti domestici intervistati (circa il 18,5%) con una non corretta conoscenza del mercato libero;
  3. bassa propensione a cambiare fornitore tra i clienti intervistati che non lo avevano già fatto;
  4. evidenza, per una quota particolarmente rilevante dei clienti intervistati che avevano cambiato fornitore, di avere sottoscritto il contratto di mercato libero dopo essere stati contattati da un call center, o da un agente di vendita.
  • Andamento dei prezzi offerti al cliente finale

Dall’analisi effettuata, per alcuni clienti tipo emerge come nel mercato libero siano presenti alcune offerte più convenienti dei servizi di tutela, sia a prezzo fisso che a prezzo variabile.

Nel settore elettrico, per il cliente tipo domestico residente, nei 18 mesi analizzati (gennaio 2020 – giugno 2021) erano disponibili in media 64 offerte più convenienti della maggior tutela, pari al 4,72% delle offerte a disposizione. Di queste, 15 erano a prezzo variabile e 49 a prezzo fisso.

Per quanto riguarda il settore del gas, per il cliente tipo domestico erano disponibili in media 65 offerte più convenienti del servizio di tutela, pari al 9,82% delle offerte a disposizione. Di queste, 32 erano a prezzo variabile e 33 erano a prezzo fisso.

  • Trasparenza delle offerte

Sappiamo bene quanto per i consumatori la trasparenza delle offerte rappresenti un valore aggiunto nel momento della scelta tra un operatore e l’altro. Un requisito che spesso purtroppo viene a mancare, evidenziando la poca trasparenza da parte dei fornitori e soprattutto l’assenza di garanzie dinanzi alla sottoscrizione di nuovi contratti che, oltre a non essere convenienti, spesso celano costi nascosti e tariffe davvero salate.

Fortunatamente l’Autorità effettua, anche attraverso il Gestore del SII dei controlli giornalieri su un campione di offerte, circa 400 in un mese, finalizzati a verificare e correggere potenziali anomalie tra quanto visualizzato nel Portale Offerte e quanto indicato dal venditore al momento della trasmissione delle informazioni utili alla pubblicazione delle offerte.

 

 

 

 

Bollette luce e gas troppo care, cosa fare per risparmiare?

I fornitori di luce e gas del libero mercato tendono a ribadire come il libero mercato sia più conveniente di quello a maggior tutela. In realtà non è sempre così.

Delle oltre 5 mila offerte censite dall’Autorità per i due settori, solo il 64 % per il mercato elettrico e 65 % per il mercato del gas, avevano costi per l’utente più convenienti di quelli delle tutele.

“Dati illuminanti che dimostrano come siamo ben lungi dall’avere un mercato concorrenziale e che il mercato tutelato deve restare ancora ben oltre il 1° gennaio 2023. Non si può fare il mercato libero, infatti, sulle spalle e le tasche delle famiglie” .


afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Se il 90,18% delle offerte del gas del mercato libero sono più care del tutelato, mentre nella luce sono addirittura il 95,28%, significa, senza se e senza ma, che la concorrenza sul prezzo non si fa, che le offerte sono ancora poco trasparenti, le pratiche commerciali ingannevoli. I venditori, poi, in assenza di un serio albo dei fornitori, sorgono come funghi, senza avere requisiti finanziari e garanzie adeguate. Quanto al portale offerte, che andrebbe unificato con quello dei consumi, il consumatore deve poter inserire l’offerta che sta pagando, altrimenti non potrà mai sapere se ce ne sono altre più convenienti”.

Ma come è possibile allora riuscire ad non incappare in fregature nella scelta dell’operatore di libero mercato più conveniente?

 

 

 

 

  • Comparare per risparmiare

Dal rapporto stilato da Arera energia, sono pochi i clienti che sfruttano i servizi di comparazione. La maggior parte dei consumatori, infatti, decide di cambiare fornitore o sottoscrivere un nuovo contratto solo dopo essere stato contattato da un operatore telefonico, senza valutare altri tipi di offerta e limitandosi al confronto tra l’ultima bolletta pagata e la tariffa promessa dal venditore.

L’ideale sarebbe invece confrontare tutte le opzioni possibili per poter paragonare le diverse offerte commerciali proposte e selezionare la più conveniente in base alla propria esigenza.

 

 

 

 

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